Tutto ciò che ci circonda non ha senso è tutto un sogno o per lo meno vorrei che lo fosse o forse no. Direi di essere una psicopatica se così ci si può definire.Non so neanche io come definirmi.Ogni qual volta ho bisogno di svuotare tutto quello che mi passa per la testa divangando nei miei torbidi pensieri, sapete, loro non mi lasciano mai in pace anche quando vorrei lo facessero riescono sempre a prendere il sopravvento facendomi diventare ancora più pazza.
Benvenuti nella mia bottiglia di Arsenico leggete e intossicatevi pure.
sabato 5 novembre 2011
-Ma quanto possiamo essere banali
Un'ora normale,dieci minuti di autobus,ognuno per i fatti propri avvolti nei loro pensieri.Mille volti che dimenticheremo nell'arco di un minuto,di una fermata.Si deve per forza compromettere la normalità per essere ricordati e allora perchè nessuno lo fa?Lo vorremmo tutti infondo,la codardia non ci porterà lontano,basterebbe anche solo ammetterlo.Siamo tutti così ordinari,non ci sfiora minimamente l'idea di stravolgere la razionalità che ci circonda.Affollata nei miei pensieri vengo interrotta da un voce che sussulta un:''aprite i finestrini o moriremo''.Distolgo lo sguardo dal finestrino e vedo di fronte a me una signora molto anziana, lo si notava dal suo corpo ma il suo spirito era ancora giovane. Sporca in viso e capelli,indossava un paio di guanti,una pelliccia sintetica,dei pantaloni con toppe e due scarpe nere differenti tra loro.La cosa più sorprendente è stato il suo sorriso e il suo sguardo,una vita vissuta,tante cose da raccontare,ma nessuno a cui raccontarle.Una barbona per intenderci.Prese le sue buste e si sedette di fianco a noi,in mano teneva un fascio di erba non so cosa potesse mai rappresentare per lei ma ne ero incuriosita.I tipi ordinari guardarono in modo disgustato l'anziana signora come giusto che sia no?Perchè sarebbe ingiusto non giudicare una persona.Ricordo vagamente,un'anno fa circa,che la stessa signora salì sullo stesso medesimo pullman,questa volta con un carrellino... pieno della stessa erbetta tenuta in mano il giorno stesso.Sentì la sua storia e me ne meravigliai.Una donna laureata,una dottoressa se non ricordo male,venuta in Italia per cercare fortuna.Seduta lì,con molta discrezione, cercai di osservarla.La guardavo in modo diverso da tutti gli altri passeggeri,l'ammiravo.Si ammira sempre una persona che non rientra nell'ordinario,una persona che se ne frega forse perchè non può fare nient'altro o forse perchè ha sempre fatto così,una persona che sai non riusciresti mai a divenire perchè troppo preoccupati del giudizio altrui per agire.Puoi anche parlarmi dicendo che non te ne frega del giudizio altrui,ma se dovessi fare una scelta,sceglieresti mai quella vita?Riusciresti a sopportare gli sguardi mediocri di gente che si crede migliore di te esternamente?O se ne fossi costretto non preferiresti il suicidio?.Mentire a noi stessi non ci renderà le cose semplici,seguire le mode non ci renderà più fighi,fumare una sigaretta non ci renderà più grandi,allora perchè farlo?Perchè rimanere intrappolati in questa razionalità in questa società materialistica,in questa società che ci impone di essere steriotipi prefabbricati,ci impone di guardar male tutto ciò in minima parte diverso da noi,ci permette di giudicare non conoscendo.
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